Il libretto e i genitori 1 e 2. Ovvero: gli stupidi esistono.

immagine gender

(è scientificamente provato da molti studiosi a caso che so io e da questa immagine che la dicitura sul libretto può rendere infelici i bambini. Dite NO alle diciture sul libretto che influenzano le nostre vite. E soprattutto: CHI CAZZO MAI DICE “IN CALCE”? CHE VUOL DIRE? LEVATELO MALEDETTI OMOSESSUALISTI)

(I’m jokin’)

Impazza da un paio di giorni (oggi 30 Settembre 2015) un post della Assessore (Assessora? Controllo) all’ ISTRUZIONE e Pari opportunità della Regione Veneto, tale Elena Donazzan (qui biografia esilarante) in cui si denuncia lo scandalo del “furore ideologico gender” che ha portato a stampare sui libretti la seguente dicitura:

“Firma di un genitore (o di chi ne fa le veci)”

Firma 1

Firma 2

SCANDALO!!!

assessore

Ora, leggo dal Curriculum amministrativo e politico che la signora ha militato nel Fronte della Gioventù da adolescente, e di seguito in Alleanza Nazionale. E il mio candore mentale mi fa credere che una persona convinta delle proprie idee conosca bene l’ideologia che professa, e i personaggi storici a cui fa riferimento, conoscendo bene ogni loro azione.

Tra cui il fatto che la dicitura sia stata apposta per la prima volta nel 1938 a cura del Ministro dell’ Educazione Nazionale Giuseppe Bottai, governo Mussolini.

Inutile ribadire che da due giorni le stanno facendo il popò a strisce non solo “Lgbt friendly”, ma proprio chiunque abbia anche solo un briciolo di cervello e memoria della propria infanzia. Ricordiamo tutti quella dicitura, signora.

Tra l’altro quel foglio non è il libretto, bensì la matrice che rimane in segreteria, dove appunto è definita la PRIMA FIRMA, ovvero quella che apparirà più spesso nel libretto, e LA SECONDA. Quella di riserva. Come quando si registra la firma in banca, al ritiro del libretto degli assegni. In questo caso parliamo di un minore, quindi non si può registrare una sola firma, per sicurezza se ne registra una principale ed una che apparirà quando il primo “Genitore o chi ne fa le veci” è impossibilitato.

Questo per molteplici motivi che non sono necessariamente “Gender friendly”, signora.

Ci sono bambini senza uno o ambedue i genitori, ci sono bambini tolti ai genitori che pure vanno a scuola ma hanno un tutore, ci sono bambini i cui genitori lavorano fuori e che crescono coi nonni o altri parenti, quindi la firma la mettono i nonni perché non è che per le vostre fissazioni sulla “famiglia tradizionale” (ci sto scrivendo un pezzo in merito) dovremmo spedire il libretto in culonia dove lavora il padre perché maisia, il pater familias potrebbe subire una frustrazione dovuta alla perdita di sovranità!

Scopro tra l’altro che la signora non è nemmeno laureata. Non che sia la laurea a darti queste competenze elementari, eh? però diamine,  in Veneto non c’era una persona più qualificata da posizionare in quell’ufficio?

Per carità, niente commenti sessisti che se ne sono visti anche troppi sotto quel post, ma gente come lei, signora, offre davvero un pessimo servizio alla causa delle Pari opportunità. A meno che non si tratti di pari opportunità per deficienti e colti di guadagnare lo stesso stipendio.

E allora mi professo TOTALMENTE CONTRARIA ALLE PARI OPPORTUNITA’

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