Stepchild adoption: realtà vs morale

Probabilmente con questo scritto mi farò dei nemici tra quelli che negano tutto e anche tra quelli che accettano tutto. Ambedue accecati. Ma a me piace fare delle distinzioni ed essere chiara tra quello che non accetto per me ma accetto per gli altri e quello che, analizzando più razionalmente possibile, non accetto per il mondo intero.

Chiedete chiarimenti se non sono stata chiara, non fate come al solito che cercate di vedermi schierata tra i pro o i contro così, ciecamente. Perché siete abituati a creare fazioni invece che discutere.

Non ve lo devo certo spiegare io che la morale non è un fatto universale, che non possiamo imporre agli altri la nostra, insomma, che non tutti abbiamo il cuore fatto in una determinata maniera (sì, ok, non è il cuore ma il cervello e più precisamente alcune regioni, ma ci siamo capiti). Che il mondo va in una direzione che non sempre comprendiamo, e che per quanto possiamo non accettare per noi delle questioni, esisteranno per altri.

Detto ciò è chiaro che alcuni comportamenti non nuocciono nessuno, altri possono nuocere.

Per quanto riguarda il difficile dibattito di questi giorni le questioni sono troppo complesse da poter essere sostenute con slogan, quindi chiarisco, per chi avesse voglia di uscire dalle logiche “io sono pro” – “io sono contro”

Non ho partecipato alla manifestazione di sabato, e ci sono dei motivi ben precisi.

Il primo è che non sostengo alcun partito parlamentare, e manifestazioni simili sono “la conta del popolo”. Il secondo è che credo questo Ddl Cirinnà sia fatto in un modo inversamente paraculo, per diversi motivi.

Innanzitutto la definizione di “Unioni civili”, legami – non legami, che agli etero fondamentalmente non servono, e agli omosessuali cambiano molto, ma non tutto. Facciamo i matrimoni tra gente consenziente, uomini, donne, più uomini e più donne. Dico sul serio, non sono sarcastica e chi mi conosce lo capisce; sono persone consenzienti, se vogliono legarsi tra loro devono poterlo fare. Diverso il concetto di Unione civile, che dovrebbe poter essere un nucleo familiare non legato da vincoli affettivi, ma esclusivamente da collaborazione reciproca. Esempio: due amici/he vedovi/e che decidono di vivere insieme perché non riescono a mantenere una casa ciascuno, o perché non vogliono stare da soli. Nuclei simili ce ne sono a milioni nel mondo, sono sempre esistiti e vanno tutelati perché, a volte, la tua famiglia di origine fallisce e gli estranei diventano più “familiari” di quelli che ti sono legati dal DNA. Tutte le situazioni esistenti vanno tutelate davanti alla legge, perché possono accadere. Questa è la realtà, che la tua morale lo accetti o meno.

E qui arriviamo alla Stepchild adoption. Esistono già tante coppie omosessuali che crescono figli biologicamente solo di uno dei due. Mi si domanda: e come fa ad essere solo di uno? È questo il dilemma.

Premettiamo una cosa: se una coppia decide di volere un figlio col proprio corredo genetico e se lo può permettere economicamente (anche andare a farlo nei paesi in cui è legale costa cifre spropositate) LO FARÁ. Che noi siamo d’accordo o meno. Io concordo con questa cosa? NO. Gli etero potrebbero adottare bambini già nati che necessitano di una famiglia, agli omosessuali diamo la stessa possibilità. Ecco come la vedo.

Le adozioni sono complesse. Vero. Ma vi stanno dando un bambino, non un criceto. Vero che troppo spesso le lungaggini sono dovute agli istituti, che non vogliono smollare i bimbi per non perdere le sovvenzioni.

Ok, allora miglioriamo le leggi sulle adozioni e diamo ad ogni bimbo una famiglia. Di qualunque tipo, anche a single che si possono permettere un aiuto esterno (genitori, tate. Il mondo è cresciuto per millenni grazie alle tate, ora le si demonizza!?!). Tutto ciò è dimostrabile storicamente, scientificamente conoscendo l’educazione e la psicologia evolutiva, eccetera. I bambini stanno meglio in una situazione stabile e affettuosa che in un istituto, su questo siamo d’accordo direi tutti. Quindi la realtà è che ci sono bambini, nel mondo, che necessitano tutela, e genitori egoisti (di qualunque orientamento, la gente diventa spesso genitore per egoismo) che vogliono necessariamente eternare il proprio DNA. Per i secondi non possiamo fare nulla, perché le coppie aventi almeno un utero in due si faranno inseminare, le coppie prive di almeno un utero in due andranno dove è possibile la GPA. Sfruttando o meno, non è questo il punto, questo è un altro discorso. Questa è la realtà.

E chi non si pone il problema morale della possibilità di sfruttare una donna (ho detto “possibilità” premettendo che ne esistono tante di cui ho letto le storie che lo fanno per amore, certo. Non lo capisco ma lo accetto) continuerà a non porselo nemmeno se non sarà possibile adottare il figlio biologico dell’altro. E non potremo mai riuscire a capire per quale motivo una donna si presti alla GPA. Alcune parlano e le ascoltiamo con interesse, non generalizzando, perché se queste donne dicono chiaramente che l’hanno fatto per altruismo non siamo nessuno per contraddirle; altre boh, non sappiamo, non sapremo mai e forse è meglio quindi tacere. Siamo PERSONE, tutte diverse, e non sentiamo tutti allo stesso modo.

Il fatto di avere un utero e di poter avere una gravidanza non vuol dire che il significato della stessa sia uguale per tutte. Altrimenti non esisterebbero gli abbandoni di neonati e le infanticide. Non si diventa madri perché si partorisce, si diventa PUERPERE. Poi MADRE è una cosa che o ti nasce dentro o non ti nasce. Credetemi perché lo so sulla mia pelle, non tutte le puerpere diventano MADRI.

E queste sono realtà, che esistono. Siamo d’accordo o no, esistono. E questi bambini vanno tutelati.

Non i genitori che hanno speso fior di quattrini per avere una piccola replica di se stessi, no, i BAMBINI bisogna tutelare e per questo la Stepchild adoption è necessaria. Con una precisazione riguardo il testo di legge.

Ad oggi è già possibile adottare legalmente il figlio biologico del/la compagno/a anche in una coppia omosessuale. Questo per la continuità affettiva che la giudice Melita Cavallo spiega in questa intervista. In pratica se un bambino cresce in una famiglia, comunque essa sia composta, e riconosce i componenti della stessa come genitori, DEVE poter avere la tutela legale da parte di ogni componente, anche se questo non sia biologicamente legato a lui/lei. La Stepchild adoption è solo una semplificazione. In pratica potrà essere possibile adottare il figlio del/la compagno/a senza dover dimostrare nulla. Come non devono dimostrare nulla i genitori etero che possono adottare i figli del/la marito/moglie anche se questi non sono biologicamente loro.

E questa è una realtà, anche se non ci piace (a me non piace, io preferirei l’adozione. Però questi bambini necessitano di essere legalizzati e quindi sostengo la cosa per loro)

Ma perché dico che la legge è scritta in maniera “inversamente paracula”? Perché i passi avanti nella società si compiono uno alla volta, innanzitutto. Perché dare il contentino dell’Unione civile e poi affiancare una norma che, oggettivamente, accende un dibattito sul “per quale motivo quel bambino ha solo un genitore? Come è stato generato? Chi è la madre?” è un modo per non farla passare. Bisogna conoscere il nemico se si vuole vincere, e se il nemico è composto dalla mandria di indottrinati che bela “il bambino a bisogno di una mamma e un papà” è logico che sarebbe stato meglio ragionare su questo, argomentando accademicamente, con studi e ricerche, per dimostrare che non è per niente vero che RIPRODUZIONE = FAMIGLIA, ragionare sul concetto di FAMIGLIA, prima di stilare una legge di cui non c’è oggettivamente bisogno.

Perché se una persona passa una trafila immensa spendendo tanti soldi per avere un figlio col proprio corredo genetico, potrà farla anche per legalizzare l’altro come genitore (ripeto, è possibile già). Ma per le coppie del futuro preferisco dare la possibilità di scelta, la scelta di adottare un bimbo già nato senza nemmeno porcelo il problema sulla GPA.

In un pianeta civile il dibattito sulla GPA non dovrebbe nemmeno esistere. Secondo me. Dovrebbe esistere un collegamento tra le donne che stanno per abortire e le coppie che vogliono un figlio, affinché si possa proporre un affidamento congiunto madre – coppia che vuole adottare. Perché no? E non esisterebbero bambini sfruttati per prostituzione e accattonaggio, perché vivrebbero tutti in famiglie amorevoli, composte dai più svariati elementi.

Ma in un pianeta civile non esisterebbe nemmeno la remota possibilità dello sfruttamento, e saremmo profondamente certi che le donne che accolgono in grembo il figlio di altri lo faccia davvero per amore, come Suor Gervaise della saga Malaussene. Perché non nego sia possibile, ho solo precisato alcuni scarti mentali che mi frullano in testa.

 

 

 

 

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