Bisogna saper perdere

(15 Aprile 2015, dal vecchio blog)

Qualche giorno fa mi è uscito un discorso-perla con un’allieva e siccome non me ne vengono spesso di concetti essenziali lo volevo condividere con voi.

Parto dal presupposto che io di concorsi nella vita non ne ho fatti molti. Sono profondamente insicura e autocritica, sto sempre a dire “ma che ci vado a fare, son tutti più bravi di me” e comunque ai pochi concorsi fatti mi è sempre andata bene e ai provini malissimo. Chiaramente mi ci sono sempre flagellata.

Io ho molti cantanti tra i contatti dei social, e ad ogni selezione ne leggo di ogni. Gli stessi discorsi che senti nei backstage alla fine di un provino o di un concorso, spesso cose dette dalle madri alle ragazzine.

Sicuramente c’è l’inghippo, chissà a chi l’hanno data, chissà a chi è parente quella/o, è tutta una fregatura, sei stata più brava di tutti/e tu, fregatene. Eccetera.

Insomma, non sappiamo perdere e la dietrologia in questi casi è da manuale. Ai complottari je famo ‘n baffo (spesso costoro sono anche complottari, ora che ci penso. Coincidenze?)

Insomma alla ragazzina ho detto che appena avrà raggiunto l’età sufficiente la porterò a prendere delle gran porte in faccia.

Fanno tanto bene le porte in faccia. Temprano il carattere.

L’importante è imparare qualcosa.

Ad X Factor ricordo c’erano centinaia di talenti. Persone che non mi vedevano proprio, ragazzini/e dotatissimi/e e preparatissimi/e. Avrei mai potuto dire “eh ma chissà che raccomandazioni ci vogliono bla bla bla” ? Ma figuriamoci, quelli sono DELLA TELEVISIONE, sanno benissimo chi funziona e chi no.

Il punto è anche che un po’ il meccanismo io lo conosco, lo studio, so come funziona, e quello che ho detto alla ragazzina è anche questo: quando fai un provino tieni a mente che loro sanno già che tipo di personaggio vogliono. E se tu non lo sei non te la prendere, pensa a ciò che hai sbagliato, torna a casa e studiaci sopra.

Ai concorsi è un po’ diverso, ma può anche dipendere dai gusti della giuria, qualora non sia ipertecnica, la tua riuscita. Quindi lo stesso: porta a casa l’esperienza e studia su quello che sai di aver fatto male.

Ragà, parlatevi poco addosso e impegnatevi. E se non riuscirete a sfondare fatevene una ragione.

I bravi diventeranno coristi, turnisti, insegnanti (quelli che hanno studiato tanto ma non hanno la personalità giusta), a terra non si rimane se sei bravo davvero.

Se poi qualcuno vedrà in te una buona capacità comunicativa magari diventerai qualcuno e ti conoscerà tutto il mondo. Bello, non indispensabile, e se non ce l’hai quel cazzo di X factor non ce l’hai, non lo compri con le tette di fuori e i capelli nuovi.

Si tratta di personalità. Pazienza, puoi sempre fare qualcos’altro, non stare sempre a offenderti che non sarà così che verrai notato.

Viva la musica e chi la fa per necessità respiratoria, non per morte di fama.

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