Cerchi concentrici di relazioni. I social.

(23 Febbraio 2014, dal vecchio blog)

Lo spunto per questa riflessione è nato dall’essermi resa conto del fatto che alcune persone che avevo tra i contatti non ci sono più.

Non nel senso che sono morte, si sono scollegate dai miei contatti. Li immagino lì, davanti al pc, con i mignoli a fare “Tiè tiè tiè”…

Che carini.

Ultimamente ho studiato alcuni testi che analizzavano il fenomeno social, da diversi punti di vista. Ma il concetto che più mi trova d’accordo è questo:

“Molti si lamentano che le relazioni su Facebook siano troppo superficiali. Ma, nella vita, avete solo relazioni profonde???”

Nella vita di ognuno di noi ci sono reti di relazioni fittissime, con persone che non vediamo mai ma a cui vogliamo un gran bene, e persone che vediamo anche tutti i giorni ma di cui ci importa ben poco…

Su Facebook è così.

Certo, il tutto è complicato dal fatto di dover scrivere. Molti non sono abituati a scrivere e per loro la comunicazione sui social è complicata.

C’è chi condivide il solito link incazzoso contro la politica, contro questo e quello, sui gattini, frasi filosofiche.

Io tengo nei contatti molta gente e tra loro stabilisco relazioni di vario genere.

Come credo sia normale. Certo a volte qualcuno si sbilancia molto su fatti personali, e faccio finta di non vedere, per educazione.

Chi era falso dal vivo resta falso sui social, chi era insicuro dal vivo resta insicuro, ti cancella sa solo lui perché.

Chi era cretino manifesta la sua cretinaggine, credendo a bufale, scrivendo come un rincoglionito. Chi era violento resta violento.

Io ero una testa di cazzo e resto una testa di cazzo. Quella che avvicini per educazione e poi allontani perché “Non sei cambiata affatto”…come se ti conoscessero bene. Meglio di quanto non ti conosca tu.

Io ho una fortuna grande. Ho viaggiato.

E non solo ho viaggiato, ho proprio VISSUTO in luoghi distanti da qui, conosciuto gente e mi sono legata affettivamente a persone che resteranno SEMPRE, nel mio cuore. Che io le veda ogni giorno su di uno schermo o che io le senta una volta l’anno al telefono.

Riesco a tollerare tutti nel limite dei rapporti che intercorrono con loro e nel limite dell’educazione che dimostrano di avere. Punto.

Sarò strana io, o forse semplicemente non mi piace dare la colpa ad un mezzo? O all’antipatìa altrui?

Mi piace scambiare opinioni anche con gente che non conosco e che, se non fosse per internet, forse non avrei mai conosciuto. Scambi di pareri, educati, anche su questioni che non ci troveranno mai d’accordo, su cui si glissa perché, contrariamente a ciò che pensano in molti, non voglio avere per forza ragione, a volte non esiste la ragione da una parte o dall’altra.

Ho fatto le mie ricerche sulla massa, ho letto i pareri di tante persone e sono stata ferita da alcune uscite poco felici.

Ma trovo costruttivo anche questo.

Per cui mi domando, qual è il problema?

Collegare e poi cancellare…perché? Perché non ti  ho salutato per strada? Può essere. Io quando cammino mi faccio mille ragionamenti!

Perché i miei pensieri ti infastidiscono? Cancelli dalla tua vita tutte le persone che pensano diversamente da te?

Boh.

La ricchezza di uno scambio, il famoso “Dono” su cui oggi i filosofi si alambiccano…io lo trovo interessante, stimolante.

Forse l’edonismo odierno ci ha portati a voler vedere al di fuori solo una affermazione del nostro IO?

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