Eccesso di autostima, eccesso di autocritica. Mancanza di autostima, mancanza di autocritica.

(9 Aprile 2013, dal vecchio blog)

Pare che il segreto per stare bene con se stessi sia avere una giusta considerazione di sé.

Non essere quindi né eccedenti di autostima né di autocritica.

Perchè se si eccede nell’autostima, credendo di essere bravissimi-bellissimi e soprattutto (quanto va di moda?) INVIDIATISSIMI,che la  gente ci critichi perché,in realtà, vorrebbe essere come noi, avremo due problemi principali:

– non miglioreremo mai

– andremo a sbattere contro milioni di muri. E poi ahivoglia a giustificarci dei rifiuti col fatto di essere degli incompresi, prima o poi bisogna crescere. Lo so, alcune persone non crescono mai e vivono per tutta la vita dando la colpa agli altri. Non hanno potuto studiare perché i genitori non volevano andassero fuori città, non avevano i soldi, o sono stati frenati da gente invidiosa e cattiva. Ma certo.

Queste persone vivono in uno stato in cui non conosceranno mai l’insoddisfazione. La gente li critica per invidia o cattiveria, la gente li ostacola. Non sono capaci di imparare nulla di buono in quanto si sentono arrivati, fighi, professionali e bravissimi così.

Vivono bene, questo sì, son tranquilli. E tanto anche a dir loro in cosa sbagliano non si cava un ragno dal buco.

Quindi la gente semplicemente evita di criticarli, dopo un po’.

Risultare ridicoli, in questi casi, è un attimo. Ma può anche capitare che tu sia talmente convinto da convincere gli altri.

Può capitare. Dura poco, perchè chi non migliora dura poco. Ma può capitare.

Se si eccede nell’autocritica si rischia invece l’eterna insoddisfazione, e di non rischiare mai nulla pensando di non essere all’altezza.

Chi si critica troppo non si piace mai, e può reagire in due maniere:

– si migliora sempre. Però nessuno lo verrà mai a sapere perchè non si mostrerà. O si mostrerà ma non si godrà il piccolo successo tediandosi negli errori commessi.

– si abbandonerà nella depressione. Non vale nulla e non sa fare nulla, è inutile che ci provi.

La persona che eccede in autocritica è pesante, insicura e rischia di passare per falso-modesta. Come tutti gli eccessi, non va bene.

L’ideale sarebbe raggiungere un livello di propriocezione più vicino possibile a quello che è socialmente recepito.

Ovvero se pensiamo di essere bellissimi in un paese che non considera i nostri tratti somatici bellissimi, non potremo certo andare a tutti a cercare di convincerli, facciam prima a cambiare paese!

Parliamo di me.

Per tanti anni la gente mi ha detto che ero bravissima. Ma non ero bravissima, avevo solo una voce pazzesca.

Io ora lo so, lo so da un po’ di anni, e da quando lo so ho cercato di migliorarmi ed imparare. Io sono un’eterna insoddisfatta, eccessivamente autocritica e di questo pagano le conseguenze le persone che mi stanno vicino e cercano di convincermi che non sarò una dea, ma nemmeno la merda che credo di essere…

Il mio peggior giudice sono io, e se e quando mi arriva qualche critica cerco di capire dov’è la mia colpa.

(le critiche non arrivano spesso se non per vie traverse perchè alla gente non gliene frega nulla che tu migliori)

Vedo in giro, nel mio ambiente, persone totalmente prive di senso critico. A volte ridicole, diciamolo. Ed è proprio per l’analisi qui sopra. (eccessiva presentazione di sé, eccessivo rifiuto delle critiche)

E’ molto importante rendersi conto di ciò che sei e di ciò che puoi essere. Sapersi vendere è importante ma bisogna vendere la cosa giusta, non quello che noi crediamo di vendere.

Io so di non essere una esile e leggiadra fanciulla. Che più cerco di limitarmi più batto la fronte, inciampo e faccio di quelle figure di merda terribili…lo so. Ho accettato con gli anni di essere una donna, per quanto anche a volte sexy, per lo più molto buffa.

Ho la faccia di gomma, non mi viene una foto seria nemmeno a pagarmi, mi si legge la verità negli occhi e non sempre è un bene, o almeno lo sarà per gli altri ma non per me…non riesco a mentire.

Cado, mi cadono le cose dalle mani, rompo le cose e nemmeno me ne accorgo. Mi taglio e non so dove.

Insomma: una frana, disattenta e incostante. E lo so. Conosco bene anche i miei pregi, intendiamoci.

Quello che voglio dire ( e non è che lo dica io) è che dovremmo imparare un po’ tutti a distaccarci dall’idea che abbiamo di noi stessi, impazzire un po’ come Vitangelo Moscarda e dipanare questa matassa. Riuscire a guardarci bene dentro da dentro e da fuori a dentro,prima di affrontare il mondo dicendo “Io sono”.

Perchè quello che tu sei realmente è il punto di incontro tra come ti vedi da dentro,come ti vedono gli altri e come tu ti vedi da fuori.

Ed è un lavoraccio, ma va fatto.

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