“GENDER GAsP!” Monologo.

(28 Gennaio 2015, dal vecchio blog, in merito al Laboratotio “Lavoratrici”)

Testo:

Pare che il paese più vivibile per le donne sia l’Islanda.

Seguita da Finlandia Norvegia e Svezia, in cima ai paesi con minore Gender gap al mondo.

Il gender gap è la differenza di genere, calcolata in base a differenza di salario tra uomini e donne che ricoprono lo stesso ruolo, presenza nelle amministrazioni, scolarizzazione e aspettative di vita.

Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia…vi fa venire in mente nulla???

FA FREDDO.

È risaputo che le donne hanno sempre freddo, anche se non so spiegarvi perché quindi suona un po’ come un luogo comune, quindi diciamo che sono freddolosa io e generalizzo per non sentirmi una povera sfigata

Insomma i posti in cui vivrei meglio perché avrei maggiori possibilità di essere pagata quanto un uomo al mio stesso livello, entrare nelle amministrazioni pubbliche e specializzarmi sono gli stessi in cui creperei dal freddo lamentandomi ogni mezz’ora.

Certo avrei uno stipendio col quale pagare la bolletta del riscaldamento e ristoranti in cui rintanarmi a scaldarmi i piedini congelati

Dice va beh non saremo messe poi così male in Itlia.Naaah!su 136 paesi siamo 129 esim per quanto riguarda il divario salariale, 32 esimiperò, da quando il dibattito sulle opinabili quote rosa è iniziato, per quanto riguarda la presenza politica. Senza aggiungere commenti che tanto per quanto riguarda le raccomandazioni lo sappiamo bene, là il gender gap non c’è mai.

Il dato che mi ha incuriosito è stato quello sulle aspettative di vita, mi sono domandata a perché aggiungerla? Non vengono curati sia uomini che donne in tutto il mondo?

E no.

Eh ma dice va beh in Italia però sì, in Italia mica c’è differenza, le donne non vengono discriminate dal punto di vista della cura…na sola parola: Pillola del giorno dopo.

E comunque siamo 72esime, questo è un altro argomento

Parlavamo del lavoro.

Una donna ha meno possibilità di un uomo di raggiungere un posto amminisrativo, sia perché non avendo molti esempi in cui rispecchiarsi la cosa non riesce a rientrare nei suoi obiettivi (“che vuoi fare da grande bella bimba? Il PRODUCT manager. MAI SENTITA STA COSA. )

Ed anche e soprattutto per la visione negativa della donna al comando.

Bossy, virago, si comporta come un uomo.

Tromba poco, chissà chi si è scopata per arrivare dov’è..eccetera

Anche restando nel ristretto campo delle conoscenze infantili, neppure nei pochi casi in cui il direttore della scuola sia invece una direttrice le cose cambiano. Le bambine ti dicono al massimo di voler fare le insegnanti,non certo la direttrice.

(e in questo immaginario collettivo non aiutano le Villains di film e cartoni, mi viene in mente innanzitutto la signorina Rottermaier. Ma in generale ersonaggi ultra stereotipati: non sposata, secca, con la faccia arcigna. STREGHE, appunto. Donne di poteree quindi cattive. Ultima e non ultima Elsa, regina del regnodi ghiaccio, emarginata per il suo potere, considerata mostro fino a che non si ricongiunge con la sorella, femminilità differente che l’accetta)

Certo poi andarglielo a dire a ste ragazzine, dopo aver mostrato loro il ventaglio di possibiltà “vedi che c’è pure l’astroSamantha? Vedi che si può anche essere direttrici del Cern, redattrici importanti non necessariamente di riviste di moda…”

Solo che poi dovrei trovare il coraggio, stretta nel mio pile, di confessare loro la necessità di trasferirsi in Islanda.

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