La prima volta che ti ho toccato avevi due teste e nessun odore. Seconda parte. (ovvero “non opero l’occhio destro perché se divento più bella di così poi vi metto in difficoltà”)

(20 Luglio 2013, dal vecchio blog)

E quindi ero brutta ma non più bruttissima e stavo cercando di riprendermi la mia voce, e avevo conosciuto un tipo strano.

Entro Marzo 2011 grazie al fatto di non poter guidare e quindi di non poter fare la schiavetta negra sul posto di lavoro come facevo prima dell’operazione, persi il lavoro. Di conseguenza la casa, di conseguenza la macchina. Tornai dai miei. No, non era una figata.

Non avevo più nulla se non il mio cane e la mia voglia di cantare.

E quest’omino strano ancora più o meno presente.

E’ un po’ difficile per me raccontare questi ultimi anni confusi, perchè davvero sono stati confusi e non riuscivo a capire quanto i momenti di sconforto fossero dovuti alla crisi economica (e quindi mancanza di lavoro), all’SPM, al dosaggio di Eutirox da sistemare, agli affari di cuore.

In realtà quello che faceva sembrare tutto irrisolvibile non era tanto una questione di cuore quanto di chimica. Di sbattimenti se ne sono sempre avuti, sempre se ne avranno.

A volte ci sono situazioni che nascono perfette ma che stentano a marciare perchè qualcosa, dal di fuori, le frena. Il Dottor Cox dice:

” I rapporti non funzionano come li vediamo in televisione e al cinema. 9 su 10 si mollano perchè non sono ben assortiti fin dall’inizio. Le coppie veramente giuste sguazzano nella stessa merda delle altre, la grossa differenza é che non si lasciano sommergere. Uno dei due si farà forza ed ogni volta che occorre lotterà per quel rapporto. Se è giusto e se sono molto fortunati uno dei due dirà qualcosa.” (cit. Dott. Cox)”

Non avevo nessuna voglia di ritrovarmi un uomo affianco. No, vi prego, basta. Appuntamenti da cui scappare in ogni modo, con il piano B,il piano C, amiche complici che ti vengono a prendere con la macchina fuori dal Pub in cui ti trovi con un coglione “ehm, scusa, devo andare in bagno” “e ti devi portare borsa e giacca?” “c’é corrente, mi devo rifare il trucco” . Benedetto Rose ‘n Crown di Rimini , con un’uscita sul lungomare ed uno sulla via parallela, di fronte alla chiesa! Il bagno in mezzo. Comodissimo per fuggire via.

Quelli che non ti richiamavano e quelli a cui non davi il numero “mi faccio sentire io, eh? Ciaobbello”.

Quelli che non si lavavano, quelli che si prendevano confidenza coi tuoi amici per essere accettati da te, quelli che facevano i brillanti. I poeti. I palestrati. Gli strafottenti che “in amore vince chi fugge”.  Gli ignoranti. I finti filosofi. Gli alternativi.

Quello che conobbi al bancone del bar con “Le fleurs du mal” in mano. E che mi scrisse “perchè non rispndi? Preferirei che mi MANDERESTI a fanculo…”. Quelli in discoteca: “che diresti se ti offirei un drink?”.

E tralasciamo quelli con cui finivi a letto pentendotene dopo 5 minuti. Quelli con i quali non ti saresti risvegliata nemmeno in tempo di guerra (avevo approntato fantastiche scuse per non dovermi risvegliare con uno sconosciuto al fianco). Quelli di cui non ricordi più il nome.

Stavo per festeggiare i miei 8 anni da single e mi si presenta sto tipo strano? Ecchevvuoi da me?

No. Non sto per diventare romantica. Torniamo agli occhi.

Da quando l’esoftalmo si era palesato avevo scoperto di essere più forte. Quindi escludendo le volte in cui la tiroide faceva le bizze e volevo prendere a calci in faccia la gente, o piangevo, ecco a volte riuscivo anche a rispondere a tono agli idioti che mi insultavano per il mio aspetto.

Già. Pensate che c’è ancora al mondo gente che ti offende se hai un difetto fisico. Tu dici una cosa anche giusta, tipo li riprendi perchè stanno parlando ad alta voce durante la lezione non facendoti capire una ceppa, e loro chiedono al compare “ce vvoli stu uecchiu fasu?”(trad: cosa desidera questa incantevole donna con un antiestetico occhio fuoriuscito dalla sua naturale allocazione?”

Oppure “vattene tu ed i tuoi occhi da pazza” (durante una discussione con una famosa esercente leccese) “con quegli occhi da diavolo” “ma che schifo ci hai gli occhi di fuori” e simpatie di questa risma.

Dopo la tiroidectomia gli occhi erano parzialmente retrocessi. Ma la retrocessione era stata lieve per l’occhio destro, che presentava ancora quel rigonfiamento famoso del BLURP di cui alla prima puntata. Segno di Von Graefe, qualcosa del genere. Ed era, è ancora, un po’ più aperto del sinistro per via della palpebra che ha un po’ ceduto.

“Uecchiu fasu”, per alcune simpatiche persone incontrate negli anni.

Avevo quindi prenotato l’intervento di correzione dello strabismo. 14 Luglio. Il giorno prima dovevo andare a fare le analisi bla bla, ci vado con l’omino strano, ormai impostosi nella mia vita, passando il resto della giornata da una gelateria all’altra.

L’intervento di strabismo è stato più breve e molto meno doloroso. Ma al risveglio avevo gli occhi completamente pieni di sangue, le cicatrici e quindi i punti di sutura DENTRO la congiuntiva ed un fastidio della madonna. Torno a casa. Il 26 Luglio mi reco allegramente a fare una serata. Non vedevo un cappero. Ho rischiato di cadere mille volte.

Questo perchè mentre quando avevo gli occhi storti vedevo doppio dalla visuale frontale in su, ora vedevo doppio dalla visuale frontale in giù. E mi dovevo abituare.

Sono ancora più o meno così, vedo doppio da vicino. E porto gli occhiali per studiare. Per ovvi motivi di convergenza non posso mettere le lenti a contatto.

Ho visto doppio per 8 mesi e la cosa allucinante é che in quegli otto mesi ho conosciuto un sacco di persone. Di cui ovviamente non vedevo bene la faccia. Ancora più ridicolo: non vedevo la mano che mi porgevano, dovevo cercare l’angolazione visiva per capire dove stringere la mia mano. Per vedere qualcosa dovevo alzare la testa e quindi guardare dall’alto verso il basso. Stando attenta a non mostrare narici sporche.

Siccome la sfiga nella mia vita ha avuto sempre un posto di prim’ordine, poco dopo l’intervento, con il recupero vista, il recupero voce e gli sbalzi di depressione – istinto omicida – mancanza di lavoro e quindi di indipendenza insomma in tutta questa bailamme ci si misero in mezzo anche circa sei mesi di rottura con l’omino strano che mi gettarono totalmente nello sconforto.

Qualcuno ricorderà certamente frasi e canzoni deprimenti su Facebook. Alternati da dichiarazioni di autoconvincimento che gli uomini, anche quelli geniali, sono degli esseri incompleti a livello mentale. Non ce la fanno. Credo la base della serenità delle donne si fondi su questa rassegnazione.

Per fortuna nell’ultimo anno e mezzo ho ripreso coscienza del mio essere assolutamente favolosa. Ho ripreso la voce, studio come una dannata musica, tecniche varie di canto, basso elettrico, letteratura, storia, insomma mi sto facendo una testa così.

Ah, anche didattica del canto, visto che qualche folle ha deciso di imparare a cantare seguendo i miei consigli. (“Insegnare” non é un verbo che sento ancora mio. E non credo che nell’arte si possa davvero insegnare quanto incuriosire e spingere a fare di più e meglio)

Sono ancora un po’ incerta sulla mia capacità di essere felice. Essere infelice mi era sembrato più semplice. La serenità, l’allegria, erano diventati negli anni di malattia qualcosa da raggiungere lavorando su me stessa. Non era naturale. Nulla lo era. Nemmeno alzarmi la mattina. Neanche comprarmi 4 tipi di cereali diversi e almeno 3 tipi di bagnoschiuma riusciva a viziarmi.

Nella vita di scazzi ne ho passati tanti, forse un giorno li racconterò ad uno ad uno. Ma porca miseria la debolezza e la tristezza che ti vengono solo perchè hai mangiato la soya e la soya sviluppa estrogeni e gli estrogeni si mangiano la tiroxina …assurdo ma è così. Sono legata ai milligrammi di Eutirox (Eutirocks, per me che sono figa). E al calcitriolo. Ma ho fatto pace con me stessa.

Riesco a dire “fin qui arrivo, oltre no.” riesco ad ammettere che devo dormire un’ora in più per stare bene, che se un giorno mi affatico il giorno dopo devo stare calmina. Certo questo tutto in base ai miei ritmi, ai mei canoni che sono sempre un po’ più veloci e pieni degli altri.

Riesco a far star dentro alla giornata la cura del cane, delle mie meravigliose membra, dell’omino strano, la cucina, lo studio, l’orto. Non sto ferma se non è per studiare o scrivere, ma ho ammesso a me stessa di non essere Wonderwoman. Ho fatto pace con i miei limiti. So perdonare e perdonarmi. Sono un po’ meno spietata con me stessa. Mi voglio più bene.

Il fatto è che sono favolosa. Con un occhio più aperto dell’altro, con qualche chilo in più, ma sono figa da morire.

(nel link possiamo vedere Kera con gli occhiali causa occhi storti, ominostrano e voce annodata da post-paresi ricorrenziale.)

https://www.youtube.com/watch?v=IHUaQECVMdQ

Annunci

2 pensieri su “La prima volta che ti ho toccato avevi due teste e nessun odore. Seconda parte. (ovvero “non opero l’occhio destro perché se divento più bella di così poi vi metto in difficoltà”)

  1. Hai prodotto malinconia, risate. Hai creato immagini e colori. Suoni.
    La tua scrittura ha viaggiato con me su questo treno che, debbo dirti in realtà, è parso deragliasse incontrando il passo del “preferirei che mi manderesti a fanculo”.
    Ecco, lì, in quel punto, su quella curva bizzarra, ho avuto paura per la mia vita.
    Hai la capacità di esser bella attraverso quel che dici, quando lo dici, come lo dici.
    E, questo, dovrebbe bastare a chiunque ti è vicino.
    Mi hai fatto star bene.
    Per questo, grazie.
    DJ SGZ Starring Nina Provencal – Trouble (Soulbridge Classic Mix)

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...