L’opinabile autorevolezza dell’opinione. Ovvero “È arrivato lo scienziato è arrivato!”

(21 Aprile 2014, dal vecchio blog)

L’opinione è quella cosa che TU hai il diritto di comunicare ed IO ho il diritto di ignorare.

Messo in chiaro ciò, parliamo di una tendenza diffusissima nei social: la confusione tra opinione e verità assoluta. Avevo già parlato, nel post su “la grande intelligenza”, della confusione che molti fanno tra gusti personali e verità assolute, ma credo che la cosa, avendo osservato la sua diffusione capillare, necessiti un ulteriore approfondimento.

In un blog sulla tuttologia avanzata in ambito scientifico (dedicherò a questo un post specifico e forse un video, ci sto pensando) una blogger scrisse “Non esistono più interessi semplici, sono tutti fanatici di qualcosa”. Ecco, non solo è esattamente così, ma purtroppo nell’era della informazione alla portata di tutti, la pigrizia è aumentata e nessuno vuole sentirsi dare dell’ignorante, neanche se e quando lo è (perché ESISTE un se ed un quando, ovvero non tutti siamo ignoranti in generale e tutti lo siamo nel particolare). Ognuno sente il diritto ed il dovere di dire ciò che pensa su di un dato argomento e pochi fanno un passettino indietro quando si fa loro notare che il tale argomento necessiterebbe di un approfondimento precedente. Questo “non fare un passettino indietro” si tramuta, empiricamente parlando, in offesa personale, e quindi chiunque faccia notare che per parlare con cognizione di causa non so, di alimentazione, non basti l’esperienza personale ma sarebbe utile se non necessario aver studiato, si becca automaticamente, con un salto carpiato di specchio riflesso professionale, della saccente.

For dummies: tizio dice che non è necessario mangiare che so, il pane. Tu fai notare che ci vorrebbe una conoscenza in merito prima di consigliare gli altri su di una cosa così importante e tizio dice che TU sei saccente. Cioè IO ti voglio insegnare qualcosa che non conosco a fondo ma se non lo accetti sei saccente TU.

Se poi ne sai qualcosa in più perché magari, ma dico magari, è un argomento che hai studiato e magari ci hai anche dato degli esami e magari hai anche un pezzo di carta che attesta la tua conoscenza in merito, sei saputella.

Non sei laureata, capito? Sei saputella.

Un invito rivoltomi da un individuo cui avevo chiesto, sotto il video in cui dava consigli alimentari, se fosse un nutrizionista, è stato (giuro, sembrerebbe assurdo) :

NON SARAI MICA UNO DI QUELLI CHE SI FIDANO DEGLI ESPERTI?

Con inviti interessantissimi, ed utilissimi perché si sa che sono una minchiona che sta tutto il giorno a guardare programmi di intrattenimento medio-basso, a non farsi indottrinare.

Un’altra fa un video sugli attacchi di panico, non parlando della propria personale esperienza bensì titolando addirittura “Come riconoscerli, a chi rivolgersi” ed attacca l’unica persona che le muove una critica  riguardo la eccessiva aura di professionalità ed oggettività data a quella che era, in fondo, una semplice esperienza personale riguardante un problema che non aveva neppure risolto. La poveretta, ma è capitato anche a me spesso, si è sentita dire cose allucinanti tipo “ma da dove ti arriva tutta questa rabbia nei miei confronti” eh già perché l’altra tendenza è che TU puoi insegnare cose che non sai, io non posso dirti che non le sai altrimenti ti sto attaccando con eccessiva rabbia, forse idiosincrasia? Forse assomiglio a qualcuno che ti picchiava da piccolo?.

La convinzione di questi favolosi tuttologi è dunque che avere una connessione internet, magari anche una telecamera o webcam e diavolerie simili, li renda automaticamente interessanti e autorevoli.

Forse sentono la pressione di quello che potrebbero fare, ovvero evolversi, ma sono troppo pigri e sperano rimbalzando informazioni e pensieri come se li avessero partoriti autonomamente di scamparsela mostrandosi all’altezza della situazione. Si rendono forse conto che dire “Io questa cosa non la so”, in un’epoca in cui chiunque, con un po’ di volontà, potrebbe non dico diventare esperto (che poi tanto a cosa serviresti?) ma almeno essere mediamente informato sull’attualità, su questioni che ritieni importanti. Eh ma questo necessiterebbe una lettura di molte fonti, una scrematura iniziale di quelle autorevoli, degli approfondimenti…una coscienza critica che ci si costruisce col tempo, con la pazienza e lo sforzo di superare ostacoli cognitivi, giorno dopo giorno.

Essere davvero informati, non dico (ripeto) esperti, solo informati, necessiterebbe ogni giorno una lettura critica di almeno due testate di schieramento politico differente ed un’occhiata all’Ansa, un’occhiata al Sole 24 ore…bene che ti vada diciamo almeno 3 ore di lettura. Allora facciamo un’ulteriore scrematura, diciamo che non ti interessano tutte le notizie tutti i giorni, che oggi ti interessa solo l’economia, domani la scienza, ad essere veloci a leggere almeno un’ora e mezza al giorno ce la devi impegnare. Lo vuoi fare? No? Esimiti dal commentare con autorevolezza e parla con umiltà, dì “Io credo che sia così” e non attaccare chi dice il contrario, chiedigli anzi dove ha ricevuto quelle informazioni e dacci un’occhiata. Non ti va? Stai zitto.

La tua opinione da pigro non ha la stessa dignità dell’opinione di un esperto, la puoi rigirare quanto vuoi. Te ne dico un’altra: LA DEMOCRAZIA PRIMA DI DARTI IL DIRITTO DI PARLARE TI HA DATO LA POSSIBILITÀ DI ACCRESCERE LE TUE CONOSCENZE.

Tralasciando il discorso sulla nascita della democrazia, in una Grecia in cui solo i cittadini potevano studiare e votare, quindi in una società in cui solo chi aveva potuto accrescersi culturalmente aveva il diritto di esprimere opinioni. Ora, al tempo non tutti potevano studiare, ma oggi che tutti possono studiare e non tutti lo fanno, tutti vogliono però avere opinioni autorevoli.

Perché mi devo vergognare di dire che una persona ha una cultura medio-bassa? Mi sento forse io all’altezza di chi ha una cultura superiore alla mia? Mi sento in dovere di giustificarmi o di offenderlo?

Ognuno di noi ha un livello di capacità e conoscenze, e se non ne abbiamo molte “probabilmente” ci siamo impegnati poco, allora chi sono io per dire che tu, che ti sei sciroppato triennale, specialistica e master, hai lo stesso mio diritto di comunicare la tua visione che so, della fisica quantistica?

Essere esperti in tutto è pressoché impossibile, non basterebbe una vita per assorbire tutto lo scibile umano.

Puoi quindi trovare il tuo interesse e seguirlo. Ma se non ne hai voglia non te la prendere con gli altri e non alzare la cresta.

Oggi possiamo dire, in Italia per lo meno, che tutti coloro che sentano il desiderio di studiare possono farlo. Non esiste una casistica diffusa di sfighe umane tali da non poterti permettere un titolo di studio, se pure tardivo. Ci sono borse di studio e possibilità di lavorare e studiare, se vuoi farlo puoi. Le biblioteche sono gratuite.

Tutto questo te lo ha dato la democrazia, il diritto a farti un’opinione. L’opinione non è il guizzo di un momento, che ti sembra, che te ne pare, a sangue freddo, l’opinione te la devi costruire in qualche modo, altrimenti seguirai un opinion leader e sarai una capra comunque. Democrazia o no.

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