Magari poi vestirmi come un fesso per fare il deficiente nei concerti

(9 Settembre 2014)

Un vecchio argomento di conversazione animata tra musicisti è quello della “vera” musica contro la musica “pop”, in cui la vera musica sarebbe quella con tanti accordi sospesi-diminuiti-con un dito in gola e l’altro in culo, oppure due accordi e tante improvvisazioni, anche se tutte uguali una all’altra, tanto la ggente non dice mai “che palle” per non fare la figura di quello che non capisce un cazzo; invece la musica pop è quella di chi non capisce un cazzo fatta da gente che non capisce un cazzo e basta-si-mette-col-culo-di-fuori-tanto-c’è-il-vocoder (però qualcuno più astuto corregge “no, è Melodyne!” Estiquatsi anzi con la Y: Esticazzy). Ultimamente addirittura ho sentito dire che col Vocoder più stoni più viene meglio. In barba a qualunque legge della fisica che è come dire che il palazzo più lo costruisci storto più è semplice contrappesarlo e viene più carino nell’insieme.

L’ho sempre detto: avrà magari ragione la Torre di Pisa?

Tornando a bomba, la questione dibattuta dal musicista intellettuale, quello che suona musicadimmerda solo per mantenersi ma ci tiene a ribadire il suo distacco da quellammerda, è spesso l’ABITO DI SCENA. Lui a suonare ci va in magliettadimmerda, perché è distante da quellammerda.

Premesso che in pochissimi fanno una vera ricerca riguardo i costumi di scena, che di cantanti anche specializzati in “costumista e similari” (e varie ed eventuali) ne conosco precisamente due nel mio ambiente e pochi altri si avvalgono del supporto di specialisti E SI VEDE; premesso che anche io distinguo tra “vestirsi da scena” e “vestirsi da scema”, cioè sì, lo so che  spesso vi domandate “MACHECCAZZ’È?”, perché la questione è chiara in teoria ma tra la teoria e la pratica c’è il culo sulla sedia (in ogni settore), quindi sì, lo so che di professionalità in questo ambito non ce n’è tanta ed i professionisti costano. Insomma lo so che molti spacciano per “abito da scena” qualunque cosa brilli o sia lontanamente vagamente coerente col genere che dovrete suonare. Secondo lui/lei.

Tutto ciò premesso:

L’ABITO DI SCENA È IMPORTANTE.

Boom!!!

Il fatto è che vi state esibendo dal vivo. Altrimenti vendete il cd e si sentono quello.

State andando fisicamente in un posto. Davanti a voi ci sarà della gente.

Ecco, quella gente si aspetta qualcosa, ed in base a ciò che si aspetta dovrete agire di conseguenza.

Dice “eh ma son venuti a sentire la musica”, sì, ma non stanno ad occhi chiusi, vi stanno guardando e dovrete comportarvi SEMPRE e CONTINUAMENTE in modo conseguente al fatto che siete guardati. E questo è un altro argomento che sto approfondendo e cercando di imparare anch’io. LO SO, faccio cagare in questo ma ribadirselo fa bene: l’atteggiamento è importante, non distrarsi, non cazzeggiare. Stiamo lavorando. Se durante l’assolo, o il pippone del cantante, qualcuno sul palco si distrae, la gente si distrae. Il vostro sguardo e le vostre espressioni sono importanti.

Ma tornando al costume di scena:

se stai suonando ad un matrimonio ti vesti in maniera elegante perché vestirsi elegante è un modo per far capire ai festeggiati che ci tieni. Anche gli invitati sono eleganti, o ci avranno provato, quindi la comunicazione è: sono felice per te, voglio che tutto sia bello, sarò bello/a anche io. In tutto il mondo gli esseri umani si decorano per le feste, DECORATI.

Se stai suonando in un pub saranno tutti più o meno casual, ma se ti presenti vestito/a da star anni’80, con la maglia fluo ed i pantaloncini alla Tracy Spencer, e devi fare Rock anni ’70…la gente individuerà, anche inconsciamente, una decontestualizzazione, e sarà infastidita. Lo so che starai pensando “Ecchissene, superficiali, bla bla” ma è così. SINCRONIZZATI FRATELLO, SINCRONIZZATI.

Allo stesso modo l’abito elegante in spiaggia di giorno NO, l’abito lungo al matrimonio di mattina NI, eccetera.

Vestirsi in un determinato modo è già di per sé un modo per dire “guardami”, inoltre sapendo di essere guardati ci comporteremo in maniera consona e risulteremo più gradevoli. E se siamo gradevoli, e coerenti, il pubblico sarà più propenso a guardarci. Ed ascoltarci.

Ora qualcuno starà dicendo “e allora le rock star che vestono scalcinati” eh ma anche quello fa parte del personaggio. Poi a volte la personalità supera la comunicazione visiva ed accade il ribaltamento: ciò che era decontestualizzato diventa speciale, marchio di fabbrica dell’artista.

Ma TU sei Patty Smith? Sei Janis Joplin? Lo vedremo.

E poi ci sono le Popstar.

Gran parte delle star provenienti dagli Stati Uniti, o dal Giappone, sono fenomeni curatissimi, gente che ha lavorato anni su ogni minimo aspetto della performance, che non commette errori grossolani come grattarsi la patata sul palco (Emma docet) e sa sempre quale lato porgere alla telecamera.

Studiano i pezzi ballando davanti agli specchi, sanno esattamente quale espressione del viso acquisiranno tenendo quella particolare nota, e che effetto produrrà sul pubblico.

Ma senza arrivare a questi estremi di perfezione, in cui, spesso, la musica non è la componente principale ma solo una delle componenti (e so che stai soffrendo, musicistabravotantobravoelodevodiredicontinuochesonobravo, cerca di resistere) in generale qualunque artista famoso o semi-famoso o comunque chiunque abbia un minimo di entourage ha qualcuno che gli dice come si deve vestire. Perché è importante, e puoi continuare a prenderti per il culo e dire che è la gente a non capire che sei un artista e puoi continuare a dire che la gente non ti caga, ai concerti, per colpa degli Smartphone e delle selfies, invece io che ti voglio bene non ti direi mai una bugia, e la dura verità è che se non ti cagano è colpa tua. (vale anche per me)

Fai una cazzo di ricerca stilistica o chiedi a qualcuno che ne sa un pochino.

Se no poi non ti lamentare che “tutti vogliono fare i musicisti improvvisati”, perché sarai un costumista ed un performer improvvisato anche te!

P. S. ho utilizzato una frase di Pierangelo Bertoli come titolo, di una canzone che amo molto. In questo caso la fisicità, per un cantautore di quella stazza artistica, era importante zero. Anche per ovvi motivi, nel suo caso. Ma molti cantautori hanno scelto l’immagine sobria, alcuni come De André quasi un modo per non apparire, vestito di scuro curvo sulla chitarra e dietro il leggio, ma sono CANTAUTORI e l’immagine dell’individuo racchiuso intorno al suo cuore, anche se magari inizialmente non scelto ad hoc, funziona.

Se invece devi cantare “le rose sono rosse il cielo è blu io ti amo amami anche tu” su di un giro ripetitivo e banale sarà meglio tu sia un figo o balli da dio perché altrimenti…

…oh, cazzo, esistono i Modà!

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