Morale cattolica. Per forza. Per tutti.

(18 Novembre 2014, dal vecchio blog)

Un comico di cui non ricordo il nome in una stand up diceva che i dieci comandamenti cattolici avrebbero potuto riassumersi in uno solo: CERCA DI NON ESSERE UNO STRONZO. (aggiornamento, era Louis C. K. )

Io seguo pedissequamente questa regola da sempre, cerco di non rompere le palle ed ho un atteggiamento di tolleranza estrema nei confronti di tutti gli stili di vita. Finché non vengono a rompermi i coglioni, si intende.

Perché per quanto tu possa essere vegano, sadomasochista o cattolico la tua esistenza non influisce sulla mia, nonostante io non condivida ciò che fai, finché non mi giudichi negativamente sulla base delle tue credenze e cerchi di imporre questo tuo giudizio, trattandomi di conseguenza. Quindi puoi anche credere alla Bibbia e alle varie cose, ma non puoi usarla come metro di giudizio per la vita degli altri. Solo per la tua, perché lo hai scelto TU.

E questo era stato già detto, anche qui.

Io sono atea, non ho religione, insomma mettetela come credete. Ma finché una persona si comporta bene perché crede qualcuno glielo abbia insegnato come regola per andare in un bel posto dopo la morte, a me sta benissimo. E mi sta benissimo che qualcuno abbia bisogno di insegnamenti su come costruire il suo rapporto coniugale, su come dosare il livello di orgoglio nella coppia e distribuire diritti e doveri.

Io credo che gli esseri umani siano complessi, per quanto non sempre complicati, e meravigliosamente variegati; e credo altresì che i rapporti tra gli esseri umani siano complessi, di conseguenza. Ci sono gradazioni di confidenza, livelli differenti di legami, complicità che crescono con l’amore e l’amicizia e diminuiscono fino a scomparire quando un sentimento si spegne.

E credo che, superata la fase adolescenziale in cui vorremmo un libretto delle istruzioni per la vita, e compriamo tutti quei giornali idioti (furbi, in realtà, perché sanno di coprire un bisogno) cercando il “Che fare?” del mondo intero e delle nostre nuovissime sensazioni, ad un certo punto bisognerebbe trovare il coraggio di sbattere il muso e fare le nostre esperienze. Rischiando di sbagliare, certo, e rischiando di trovare una soluzione non condivisibile per tutti, ma NOSTRA.

Per questo non condivido, ma nemmeno condannerei al rogo, libri come quello di Costanza Miriano, dal titolo “Sposati e sii sottomessa”, del quale ho letto stralci e tanto è una raccolta di post sul suo blog che invece, purtroppo, ho letto. Insomma come se scrivessi un libro io (ahahah!!!), ovvero già sapreste se vi piace lo stile e condividete le idee, giusto? Ci sarebbero poche sorprese. Per cui.

A tal proposito, quindi, non ho nulla in contrario se qualcuno vuole scrivere, e poi comprare quindi, e leggere, un libro su come organizzare una famiglia cristiana nel 2014, essendo donna-moglie-madre-ed anche scrittrice e “giornalista” di successo (questo lo metto tra virgolette perché non sono sicura sia una giornalista professionista. Dalla disinvoltura con cui blatera di “Propaganda gender” non credo). E se ci sono tantissime donne che vogliono eleggerla a guru, mi sta anche bene. Anzi mi disinteresso completamente, pur prendendo atto del fenomeno.

MA.

Se e quando queste regole non sono libera scelta, non sono regole che un gruppo di persone adulte (che abbiano vagliato o meno la rosa delle possibilità che la vita dava loro) decide di seguire liberamente e coscientemente, e diventano un’arma da sguainare contro gli altri; se e quando si impone questa regola per tutti, pena l’offesa (silenziosa o a bassa voce sempre ti stai facendo i cazzi degli altri, cara Sentinella e cara Miriano) e la si usa per cancellare dalle scuole, luogo di crescita mentale, l’insegnamento della PLURALITA’, lì dovreste fare cortesemente un passettino indietro.

Perché la madre non è per sua natura e certamente e inderogabilmente insegnante di moralità, nemmeno necessariamente cristiana. Questa credenza è uno strascico delle regole dettate conseguentemente al Concilio di Trento (e quindi se proprio vogliamo parlare di TRADIZIONE, vi prego di fissare un luogo ed una data).

Quindi se un gruppo di studiosi si è riunito alcuni mesi per fissare delle linee guida per l’educazione sessuale nelle scuole e queste finalmente (sì, FINALMENTE, perché esistono delle priorità e sono tante, potete leggerle nell’introduzione) vengono usate per regolamentare l’educazione sessuale nelle scuole, la dovete finire di rompere le palle.

Spiego con calma qui di seguito.

I vostri figli si masturbano. Sì. Pensano al sesso e più sono piccoli e più non sanno cosa il sesso sia più ci pensano. Tutti gli animali che provano piacere nell’atto sessuale si masturbano. Anzi anche quelli che non provano precisamente piacere, ma sanno che “dopo” staranno meglio, insomma questa è una cosa da scienziati ed io non lo sono. Però so che i vostri figli si masturbano. Poi ad un certo punto smettono di pensare che toccarsi in mezzo alle gambe o strofinarsi ovunque sia da considerare una ragione di vita e trovano qualcosa d’altro da fare. Ed a quel punto il vostro esempio farà moltissimo, perché se siete propensi a leggere probabilmente leggeranno, se siete sportivi faranno sport eccetera. Insomma dipende da quanti stimoli verranno dati loro.

Se siete invece ossessionati dal sesso e continuate a rompere i coglioni alla gente perché lo fa e per come e con chi lo fa, censurate foto e trasmissioni televisive continuando a dire che “Quelle sporcaccione, quei froci”…beh, molto probabilmente i vostri figli continueranno a pensare sempre e solo al sesso (come fate voi) e lo trasformeranno, come insegna la psicologia più spicciola, in una ossessione. Negativa (proibendola agli altri, come fai te, e colpevolizzandosi per i propri istinti) o positiva (ma pur sempre ossessione e quindi che potrebbe lasciare poco spazio agli altri sentimenti).

BRAVI, OTTIMO LAVORO.

Sicuramente credete sia meglio che i vostri figli imparino, un’ora alla settimana e con i miei soldi, tante belle cose sul vostro dio. Gli educatori credono invece che le ore di catechismo siano sufficienti per quello e che a scuola si debbano imparare che so io…l’educazione civica e quella sessuale.

Che non significa INSEGNIAMO AI BAMBINI A FARE SESSO, o CHE ESISTE IL SESSO, quello lo sanno già, significa EDUCARE ed affiancare alla sana crescita sessuale, che sia rispettosa di se stessi e degli altri. Perché appunto tanti animali hanno comportamenti socio-sessuali, ma noi non vogliamo che i bambini infilino il loro piccolo pene nel naso degli amichetti (Louis C.K. e Ricky Gervais insegnano). O perlomeno non fino a quando tutti e due non avranno imparato a supervisionare con la razionalità a ciò che fa il loro corpo, così che nessuno da adolescente possa mai dire “Ciowé mi so fatto una ieri sera non abbiamo usato il preservativo spero di non essermi beccato nulla e che soprattutto non si ricordi chi sono se è rimasta incinta”

O lo volete?

Ah, giusto, credete che basti dire “La famiglia sono SOLO uomo e donna che si uniscono fisicamente SOLO  dopo il matrimonio SOLO per procreare”. Già. Regole disumane, praticamente.

Perché l’essere umano è complesso, meraviglioso e pieno di emozioni. E non c’è nulla di male nelle sue emozioni, finché non nuocciono al prossimo. Ed imporre regole, soprattutto prima dell’età della ragione, distrugge i cervelli delle piccole anime che sì, avete potuto produrre perché avete gameti maschili e gameti femminili e organi funzionanti e, nella posizione del missionario e senza aver mai sprecato seme con rapporti orali e masturbazione (perché siete ligi e casti, voi, almeno spero!); ma a cui non avete dato la LIBERTA’ di scegliere della propria vita pienamente, negando la più bella delle esperienze, che è VIVERE cercando la propria strada da soli. Strada che potrebbe anche portare alle vostre regole, ma DOPO una accurata, pluralista, SCELTA. Se credete che sia il miglior modo di vivere, la scelta più giusta, dovreste credere che sia il punto di arrivo, non il punto di partenza.

Le regole sociali sono una gran cosa, ma la società non può basarsi sulla morale, perché quella è soggettiva. Le regole della società si basano sull’empirismo, sulla razionalità del capire come può funzionare meglio una convivenza di esseri così variegati. E mi sta bene che abbiate bisogno di un essere che vi guidi dall’alto, ma è meraviglioso anche vivere senza, contare sulle proprie capacità di valutazione, e credo dovreste dare questa possibilità di scelta ai vostri figli, perché non sono di vostra proprietà, sono del mondo, sono di loro stessi. E negando loro la conoscenza non avrete fatto un buon lavoro. Avrete solo creato dei piccoli cloni dei Voi Stessi che non siete riusciti ad essere.

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