Ops! Mi si è rotto l’orologio biologico!

(13 Febbraio 2013, dal vecchio blog)

Qualche mese fa mi sono ritrovata a frequentare un laboratorio teatrale per donne. L’argomento di cui avremmo discusso, tirandone fuori dei racconti, era il lavoro. Lavoratrici, si chiamava.

Nel raccontarci sono venute fuori tante storie, e la mia si è incastrata con quella di una donna, una favolosa attrice, intrappolata come me in quello che mi arrischio a definire “Gender temporale errato”.

Cos’è?

E’ una cosa semplice. Noi della gioventù degli ultimi anni 70 siamo stati educati ad aspettare. I nostri genitori hanno inventato la gioventù e ci volevano, giustamente, far vivere appieno la nostra. Aspetta, dai tempo al tempo, studia, diplomati, laureati, preparati, fai esperienza. Quando sarai grande…poi…poi.

Fai lavori saltuari per pagarti gli studi, viaggia.

Ora abbiamo tutte almeno 30 anni. E siamo troppo vecchie.

Per il mondo del lavoro, per la società che ci avrebbe volute già mamme, per i giornali di moda che ci giudicano dall’alto di uno stile o diva anni cinquanta o Kawaii…insomma, sei comunque out.

Troppo giovane per essere diva, troppo vecchia per essere Kawaii…anzi se azzardi un accessorio infantile sei Kiddult. Quasi offensivo.

Tutto questo invecchiamento precoce per me è arrivato subito dopo i miei 6 anni totalmente distrutti da una malattia che mi aveva anche fatta diventare, anche,  discretamente brutta.

Tornata al sud, per forza.

Per quanto mi riguarda ho chiuso gli occhi a Bologna nel 2006 e li ho riaperti a Brindisi nel 2012. Ed avevo 33 anni. Già vecchia. Se a Bologna potevo permettermi di passare per una universitaria lavoratrice un po’ attardata, single e indipendente, qui sono solo una che non ha sgravato.

Perchè al sud hanno l’ossessione di farsi gli affari delle tue ovaie. Se sei nervosa perchè il traffico non scorre in quanto c’è il solito cafone che deve chiacchierare con l’amico in mezzo alla strada, hai il ciclo. Se mandi a quel paese il lento, lentissimo impiegato delle poste, ma non hai qualcosa di più importante a cui pensare?

Eh, se avessi un figlio…se avessi un figlio sì che capiresti! Te la prenderesti per cose importanti, non per fesserie!

Si vede che non sei madre, non capisci il sacrificio! Si vede che non hai figli, che puoi uscire la sera! Si vede che non hai pargoli, che puoi badare al tuo cane! Ma come, non ne vuoi??? Ma è la gioia più bella!!!

Un esercito di drogate di ormoni che inneggiano con gioia al farsi impregnare come crescita spirituale e mentale. Perchè solo una mamma può capire…

Eh, ok, va bene. Solo una mamma può capire una determinata cosa, solo un ergastolano ne può capire altre, solo una prostituta sa come prendere un uomo…vogliamo continuare?

Quale banalità. E’ ovvio che certe cose le può sapere solo chi le ha provate, ma non vuol dire che lo debbano fare tutti!

Poi qui ci sono epidemie di impregnamenti. Ogni tanto qualcuna E’ CAPITATA INCINTA. Ma insomma, ci sono grandinamenti di spermatozooi e non mi dite nulla??? Eviterei di prendere il sole nuda in terrazza!

Ma il capolavoro: la faccia spiritata di coloro ai quali (più coloro LE quali) dici di non voler figli.

Vorrei fotografarle e farne una mostra. Stile Vaccari:

“Lasciate su queste pareti un’impronta del vostro mancato rispetto per le vite altrui”

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