Signora, e cacalo n’euro!

Stamattina non c’erano cereali così ho allungato la passeggiata con Poldo fino al piccolo supermercato della nostra ridente cittadina – quartiere – buco del signore mentre la mia dolce metà preparava il caffè.

Ghermisco due – tre cose alla rinfusa e mi avvio con sguardo cisposo alla cassa, dove quattro signore attendevano, giocando a Jenga con la spesa (l’accumulavano una sull’altra e poi sfilavano via i prodotti da far passare al lettore). Lunga attesa mentre commessa e cassiera cercavano di raccapezzarsi con le sottrazioni da uno scontrino.

In pratica due ragazzi africani, che non parlavano inglese e l’italiano lo parlavano poco, avevano fatto la spesa senza fare bene i conti. Osservo i due in difficoltà, guardare a cosa potessero rinunciare, e sorrido notando che tra i beni di prima necessità stringevano un bottiglione di bagnoschiuma. Avrebbero lasciato il riso ma non il bagnoschiuma. Ho pensato a quanta dignità umana si possa perdere, e a quanta non si è disposti a rinunciare. Mi sono ricordata della prima spesa fatta fuori casa coi miei soldi, e della mia personale concezione del benessere: due gusti di cereali per la colazione e due tipi di bagnoschiuma. Poter scegliere mi tranquillizzava.

Guardo le due confezioni di cereali che abbraccio (non c’è posto sul nastro) e penso che a casa, al netto dei campioncini, di bagnoschiuma ne avevo PERFINO tre adesso.

Chiedo quindi quanto mancasse, mi offro di saldare io quei tre spiccioli di merda che mancavano (erano due euro e qualcosa) e attendo il complicatissimo calcolo per un sacchetto di patate e un pacco di riso che dico io, glielo potevate pure regalare. Le signore dello Jenga con la spesa zitte e a testa bassa. Tirchie di merda. Magari date i soldi in chiesa e pregate.

Io ho vissuto periodi in cui non avevo davvero i soldi per piangermi i morti, e se sono ancora qui a raccontarlo è proprio perché qualcuno, un po’ qua un po’ là, mi ha aiutata. A me è capitato che qualcuno saldasse gli spiccioli mancanti, qualcuno che non potrò mai ripagare.

Voi invece avete vissuto una vita nella bambagia mantenute e sostenute, e non capirete mai cosa significhi sentirsi ricchi sotto la doccia, perché si può perfino scegliere: cocco o vaniglia.

 

 

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Un pensiero su “Signora, e cacalo n’euro!

  1. Qualche volta viene voglia anche a me di pagare il conto dei clienti che mi precedono alla cassa.
    Però ammetto che non lo faccio per generosità: lo faccio per egoismo, per velocizzare lo smaltimento della coda o stringere i tempi. Questo desiderio mi viene quando vedo qualcuno armeggiare con le carte di credito, carte fedeltà, conguaglio punti e buoni-spesa, per una spesa che magari è di dodici euro o giù di li…
    A volte pagherei anche per scavalcare la coda…
    Sono un egoista…

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