Analizziamo la campagna del Ministero della Salute sugli “Stili di vita corretti per la prevenzione della infertilità e sterilità”

Già molte parole si sono spese sull’orrenda copertina dell’opuscolo (qui il recupero dalla cache, poiché è stato rimosso), che raffigura sotto la dicitura “le buone abitudini da promuovere” quattro ragazzi al mare, biondi e sorridenti che si fanno i cavoli loro; e sotto la dicitura ” i cattivi ‘compagni’ da abbandonare” un festino di droga e alcool OVVIAMENTE con gente di etnia mista. Te pare. Nel caso in cui le scarpette della precedente campagna, quelle col nastro tricolore, non fossero state già esaurienti.

Ma, dopo le risate per le fantastiche contro – campagne, bisogna pur tornare a ragionare. Quindi prendo l’opuscolo e me lo leggo, sorseggiando del chinotto. La prima campagna era un tripudio di fascismo, possono aver fatto di peggio?

Bene, non ho capito se questo opuscolo va a sostituire l’altro, ma a me sembra una grandissima presa per il lato oscuro.
Dopo la copertina abbiamo il frontespizio, e fin qui tutto bene.

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I dubbi arrivano con le primissime affermazioni, che vogliono il 20% delle coppie che si formano ogni anno alle prese con problemi di fertilità. Il dato è confermato dall’OMS e quindi ci fidiamo anche mancando una bibliografia. Ma la definizione non mi torna a livello concettuale:

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IL VENTIPERCENTOCIRCA DELLE NUOVE UNIONI CHE SI COSTITUISCONO OGNI ANNO.

C’è già qualcosa che non va. Non stiamo parlando del 20% delle coppie che ogni anno CERCANO DI AVERE UN FIGLIO, ma del 20% delle coppie che pigliano e si sposano. Il 20% di queste coppie sono infertili. Non ci è dato sapere quante di queste cerchino dei figli ed entro quanto tempo. Né ci è dato sapere come si comportano in merito le coppie non sposate, del resto Chiara Saraceno nel suo libro “Coppie e famiglie. Non è questione di natura” ci racconta da pagina 86 quanto sia difficile avere una stima delle coppie con figli, in quanto i figli di coppie non sposate risultano figli di genitore unico, anche quando riconosciuti da tutti e due. Almeno in Italia.
Quindi, parliamo di coppie? Quali? Di che tipo? Solo sposate? Avete escluso chi i figli non li voleva da queste stime?
Non lo sappiamo perché non ci viene fornito il documento usato come fonte.

Ma la percentuale in questione mi fa salire un altro dubbio, quando si inizia a inserire il discorso sulle abitudini di vita: L’ENDOMETRIOSI NON ESISTE. Su questo documento l’endometriosi, che colpisce dal 10 al 18% della popolazione femminile (dati qui e qui) in età fertile, e porta spesso all’infertilità (e quasi sempre a condurre una vita molto difficile, ma chissenefotte, se non vuoi essere madre addasuffrì); la malattia per cui, nel 2006, il Senato della Repubblica stila un resoconto, non esiste. Eppure nello stesso documento e nelle fonti trovate esiste un collegamento tra endometriosi e diminuzione della fertilità.

Collegamento ancora non ben definito, ok. Allora valido quanto gli studi citati per convincerci che la cannabis e la cocaina rendono sterili. Se tanto mi dà tanto o parli di dati certi SEMPRE o parli di fuffa.

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“Potrebbe avere”, “non è chiaro”. Però ci faccio una campagna esclusiva. Perché devo assolutamente mettervi in guardia che non va bene usare la cocaina MENTRE si è in gravidanza.

Lo hanno scritto davvero. E io vorrei davvero sapere quante donne in Italia pippano allegramente mentre sono pregne.

Così come hanno scritto davvero che le sostanze dopanti sono pericolose per la fertilità. Dopo fumo e obesità – cattiva alimentazione – sedentarietà, che ci siamo, siamo tutti d’accordo, hanno voluto DAVVERO anche aggiungere che l’attività fisica fa bene ma senza esagerare e del resto gli steroidi compromettono le gonadi.
MADDAI.

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E di nuovo:

quante persone avevano davvero bisogno di questa informazione?

Io faccio fatica a credere che fosse davvero necessaria una campagna posta in questi termini, e che non si potessero invece spendere quei soldi per un’educazione sessuale diffusa, in cui si promuova l’abitudine di ANDARE DAL GINECOLOGO – ANDROLOGO dal momento dello sviluppo, per far controllare che sia tutto a posto e farci spiegare le belle cosine spiegate in questo opuscolo, per esempio.

 

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