Il bullismo di Facebook nei confronti degli iscritti

Ritengo i vostri metodi siano conniventi al fascismo e all’omofobia, in quanto non bloccate persone chiaramente razziste e che fanno cyber bullismo, ma con questo obsoleto modo di valutare i contenuti offensivi andate a colpire chi il bullismo e l’intolleranza cercano di combatterli.
Avete sbagliato bersaglio, io sono tra quelli contro la violenza verbale.
Cambiate metodo perché state passando dalla parte dei bulli.

Un altro blocco, stavolta di 3 giorni, per aver risposto ad un signore paranoico e bigotto, che affiancava la violenza verbale al sesso in tutte le sue forme esibite (pornografia on – line affiancata quindi alla violenza e soprattutto contenuti omosessuali – queer).

Il commento conteneva esclusivamente la parola “sesso”, ma l’aveva usata anche lui, e affiancata ad aggettivi come “sporco, sbagliato, deviato”. Quindi mi domando: possiamo davvero continuare così? Quali sono davvero questi Standard della comunità, se possono vivere pagine e profili che davvero inneggiano all’odio, e vengono bloccate persone, come me, che hanno fatto della rottura dei pregiudizi, dell’inclusione sociale totale, una scelta di vita?

Un paio di settimane fa alcune pagine di attivisti LGBT sono state bloccate, per CONTENUTI OMOFOBI. Tutto questo esclusivamente perché, ovviamente, parlando di omosessualità e omofobia evidentemente usavano le terminologie che spesso vengono usate da chi fa violenza verbale. Ma le parole hanno significati diversi in contesti diversi, e soprattutto affiancate a parole diverse. Un esempio semplice è se dici “gay è merda” o “gay è bello”.

ECCETERA.

Da appassionata di lingua italiana, Letteratura, della parola in tutte le sue forme performative ed evocative, non posso che essere offesa e scandalizzata da questa leggerezza. Soprattutto dalla presa per culo di questa affermazione:

Disponiamo di team in tutto il mondo che si occupano del controllo delle segnalazioni per aiutarci a garantire che Facebook rimanga un ambiente sicuro.

Che si trova alla pagina “Standard della comunità”. NON è VERO, FACEBOOK, non disponi di alcun team. Solo uno stupido logaritmo tarato male. Perché se si può creare un filtro per le parole lo puoi anche creare per l’abbinamento delle parole. E se non lo fai sei connivente ai bulli di internet.  E non hai scusanti.

Mi si dirà: fai a meno di Facebook. Ma certo, io ho tante cose oltre alla comunità che si ritrova lì, ma affermare che non sia uno strumento utile a rimanere in contatto con persone sparse per il mondo, e a conoscerne di nuove, a cui siamo legati tramite interessi comuni, sarebbe una presa per il culo.

Perché son le cose che si dicono, che dicono quelli che non scrivono mai nulla ma sanno i cazzi di tutti, che scorrono la Home e i profili solo per vedere con quanta frequenza scrivi, cosa fai, con chi discuti, e giudicarti. Quelli che credono davvero sia invisibile il loro tempo a cazzeggiare sulle cose che scrivo io. Illusi.

E lo so che ci siete, e siete quelli che più si sbrodolano addosso che “fatti una vita, stai sempre su Facebook”

A me Facebook serve per tenermi in contatto con persone con cui parlare di argomenti per me importanti, per tenere il polso di una situazione che sia al di fuori dell’accademismo con cui pure mi piace confrontarmi, e che mi sta costruendo come persona, ma che è inutile se non diventa pratica. E diventa pratica così, parlando con le persone. Confrontandomi, imparando e insegnando.

Io ho vissuto in tante città, e ora vivo in un posto che non amo molto, in cui mi risulta difficile includermi, quindi preferisco mantenere i rapporti con le persone a cui voglio davvero bene, persone a cui sono legata, e la piazza virtuale mi è comoda. Mi fa piacere che voi preferiate stare la sera al bar con gli amici, io ho amici troppo lontani per farlo, non ho nessuno qui con cui confrontarmi davvero nei temi che reputo importanti.
Ho conosciuto individui fenomenali, e voglio continuare a conoscerne.
Voglio che qualcuno riconsideri questo metodo di valutazione degli standard, perché stanno facendo il gioco inverso, e così facendo io continuerò a credere che il team sia costituito da fascisti, razzisti, bigotti e omofobi. Perché è questo che dimostrano.

Ho pagato il mio prezzo in termini di schedatura dei miei gusti personali, rivoglio il mio giocattolo.

Di seguito alcuni articoli di gente che la pensa come me

http://gayburg.blogspot.it/2015/02/il-fascismo-corre-su-facebook.html

http://www.liguriaoggi.it/2015/10/30/facebook-non-oscura-i-simboli-del-fascismo-lettera-a-zuckerberg/

http://www.anpi.it/articoli/1394/facebook-rimuova-lapologia-del-fascismo

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