L’atteggiamento non giudicante, la tratta, le operatrici

Mi è capitato, ultimamente, di parlare con molte persone che si occupano di centri anti violenza. Mi è sembrato che alcune di queste, pur collegandosi alla rete Non una di meno, non abbiano chiara la natura sex positive del movimento.

Questo mi dispiace perché intravedo, in alcune operatrici, anche del buonsenso. Ma la tara culturale è pesante e grava anche sui buoni pensieri.

NON GIUDICANTE.

L’attività delle operatrici deve essere non giudicante. Non bisogna dare un giudizio sulla donna che non denuncia o che non lascia il compagno/marito violento, non bisogna avere giudizi sul fatto in sé di vendere servizi sessuali. Che si sia schiave o libere.
Anzi direi che il “non giudicante”, per le schiave, grava ancora di più che sulle libere, perché devono aggiungere all’odio verso lo schiavista e verso i clienti l’odio verso se stesse. Perché devono lasciarsi alle spalle un brutto periodo senza sentirsi sporche. Io so quanto ci si possa odiare, più di quanto si riesca ad odiare il mostro di turno. Con noi stesse dobbiamo vivere per sempre, fino alla morte.

Allora come può, una persona che ci deve stare a contatto, essere convinta di qualcosa del tipo “come puoi pensare che il sesso possa essere un lavoro?” (frase detta davvero). Questo è, anche se in buona fede, essere fuori dalla realtà.
I comici li paghiamo, paghiamo gli attori e i musicisti. Anzi ci battiamo affinché vengano riconosciuti come lavoratori. Il sesso è un’emozione esattamente come il riso e il pianto. Il sesso è un lavoro. Produrre film porno e vibratori è un lavoro.
Come lavoro va rispettato e vanno tutelat* i/le lavoratori/trici del sesso. Sia condannando lo schiavismo sia fornendo leggi giuste agli/lle operatori/trici liber*.
Ce lo chiedono loro. E se fossimo davvero non giudicanti l* ascolteremmo con empatia, e non con pietismo come troppo spesso accade.

Sta girando questo video, di una donna molto attiva e per carità, stimabile per la sua attività. Ma ascoltate bene le sue parole. Vi sembra “non giudicante”?
A me sembra banalizzante.
Il motivo per cui gli uomini vanno con le prostitute, fregandosene del fatto che siano schiave, a volte fregandosene o imbrogliando se stessi sul fatto che quelle donne stiano lavorando e non siano innamorate di loro, non può essere banalizzato se vuol essere risolto, superato.

Esiste un problema, se tanti uomini vanno con donne che non hanno la possibilità di farsi una doccia, che sicuramente sono schiave, che stanno ore per strada? Certo che c’è.
Ma è banalizzando che lo risolveremo?
Crediamo davvero che il mondo sia un posto sex positive, libero e senza le frustrazioni indotte da millenni di cultura sessuofoba, solo perché “non siamo più negli anni ’50”?

Recuperiamo gli uomini violenti ma condanniamo gli uomini che pagano le prostitute, mettendoli in un unico calderone di frustrati e oppressori?

Crediamo davvero che una cultura si sradichi così velocemente?
Non siamo più negli anni ’50, ma ancora esiste “troia” come insulto. Quindi in che mondo vivete?

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