David Lynch digerisce male la sera

Ho fatto un sogno tre notti fa che in mano alla persona giusta diventerebbe parte di un capolavoro cinematografico. Ho proprio sognato inquadrature e tagli, era perfetto.
Stavo guardando un film. Nel sogno. Non ricordo bene la trama ma parlava di un figlio scapestrato e di una madre disperata in sedia a rotelle, che lui non aiutava mai e anzi doveva pure attendere alle faccende domestiche e cucinare altrimenti lui gridava.
Insomma c’era questa scena in cui lui scappa via e questa ripresa (nella mia immaginazione bellissima) dall’alto, in cui si vedeva lui che si tuffava in mare da una rientranza, non ricordo se una specie di conca, con scogli non lo so, tipo una casa costruita sulla falesia con le scale che finiscono direttamente in mare. Da quelle scale la madre con la sedia a rotelle scende rovinosamente, entra in acqua e la macchina da presa della mia malattia mentale scende in acqua a riprenderla sempre da lontano. Passa anche il ragazzo, nuotando, due pesci, poi il campo si restringe sul volto quasi senza vita della madre (domanda: era mica legata alla sedia? Non galleggia il corpo se cade con la carrozzina in mare?), colori freddi, occhi spalancati e bocca semichiusa.

ERO IO.

Mentre mi gela il sangue (alla me del sogno che sta guardando il film) la madre/io inizia ad accennare No Potho reposare con un fil di voce rauca.

Mi sveglio.

Ora che ci rifletto mi sa che ero io a cantare nel sonno e mi sono svegliata sentendo la voce.
E vabbeh.


					
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